“Il Papiro di Artemidoro”

La Letteratura Classica Antica fa riferimento a miti, personaggi, opere e figure delle tradizioni antiche greche e romane, con intenti moralistici e didattici, ma anche con manoscritti di grande interesse, che descrivono una cultura ed una storia assolutamente straordinarie.

“Il Papiro di Artemidoro” è un libro che si colloca esattamente nella Letteratura Classica Antica, presentandosi come un’opera di grande interesse, ambientato nei giorni nostri,il libro racconta lo straordinario ritrovamento, da parte di un mercante armeno, di un papiro, datato I secolo d.C.

Il Papiro giunge nelle mani dell’Università di Milano e si presenta con una parte testuale, di circa 5 colonne scritte in greco, ma anche immagini di figure umane ed animali, questo oggetto sarebbe stato ritrovato insieme ad una Mummia, e secondo gli studi sarebbe una parte dell’opera antica: la Geografia di Artemidoro di Efeso.

Naturalmente il ritrovamento di questi papiro antico suscita grande clamore e curiosità, tanto che questo viene esposto a Torino, ma ben presto ci si rende conto che lo straordinario papiro non può essere veramente parte dell’opera di Artemidoro di Efeso, altri studiosi sostengono infatti che la datazione di quest’opera sia sicuramente successiva al I secolo d.C.

Il libro a questo punto comincia a proporre possibili soluzioni a questi enigma, sulla sua reale identità, la sua funzione e, in particolar modo, su chi sia stato il suo realizzatore, ipotizzando in particolar modo un nome, quello di Costantinos Simonides, un giovane falsario greco vissuto nel XIX secolo.