Salvatore Coico- L’analisi dei testi letterari nella strategia didattica-

L’analisi dei testi letterari nella strategia didattica-Linee programmatiche del corso “Modelli di lettura dei testi:analisi dei testi-Classi 51 e 52 (SISSIS)-Facoltà di  Lettere e Filosofia-Università degli Studi di Palermo-anno acc.2007-/2008-Docente: Prof. Salvatore Coico
Le analisi testuali per una maggiore efficacia interpretativa e, per esigenze anche di comprendere il mondo letterario in forma polivalente, saranno trasferite al livello intertestuale e metatestuale con l’apporto di altre discipline (filosofia, storia, storia dell’arte) nella dimensione sincronica ed in quella diacronica.La coincidenza, inoltre, fra filologia e filosofia, tra ragioni proprie del letterato e del suo lettore, tra lingua scritta e suo significato logico-­argomentativo e/o evocativo e/o antropologico-sociale, dovrà supportare tutti i modi possibili di lettura dei testi.

Tutte queste componenti, che ho accennato sommariamente, ripropongono molteplici forme di indagini critiche sul campo epistemologico e su quello meramente linguistico. Sarà mia cura offrire ai sigg. corsisti gli strumenti necessari utilizzabili in una loro prossima avventura scolastica.

Soffermandomi sul problema della lingua, inteso come “sistema comunicativo”, è mio proposito  riproporre l’atto linguistico all’interno del processo letterario in una prospettiva storico-comparata, come peraltro viene suggerito dalla recente critica al riguardo e dalle indicazioni ministeriali concernenti l’insegnamento di Lingua e  Lettere Italiane negli Istituti secondari di primo e secondo grado.

Ma il discorso, fin ora esposto, potrebbe apparire arido, se alle competenze senz’altro necessarie ed irrinunciabili ed al sicuro dominio degli strumenti critico-filologici, non corrispondesse una motivazione personale, oserei dire un coinvolgimento esistenziale nell’interpretazione dei testi, nell’autonoma capacità di leggerli, contestualizzarli, però, sempre attraverso corretti paradigmi metodologici e con l’osservanza agli aspetti formali, strutturali, linguistici.

Tale organigramma propedeutico avrebbe, pertanto, come obiettivo non solo lo sviluppo delle competenze nella sfera cognitiva, ma soprattutto sarebbe finalizzato alla logica stessa dell’insegnamento della lingua e delle lettere italiane e al suo profondo significato traducibile nella crescita globale della  persona umana. Il che, in ultima analisi, dovrebbe connotarsi in un momento paradigmatico, da essere rivissuto dai sigg.corsisti nella loro futura esperienza d’insegnamento.

Che  l’analisi  del testo ci riconduce anche   alla sfera della psicologia cognitiva  e quindi all’interiorizzazione di chi si appresta allo studio letterario è fatto conclamato dalla critica recente e pertanto lo studio letterario, sempre più intrinseco alla vita di ognuno di noi, deve essere rivisitato in chiave personale.

A  tal fine s’indicheranno forme di strategie didattiche di tipo euristico, da adottare nella lettura del testo e da trasferire nell’azione didattica.Obiettivo significativo dell’interpretazione del testo, da riproporre anche in chiave didattica, è l’analisi formale e la contestualizzazione.La riflessione linguistica, come quella letteraria dovrà partire dai testi, attraverso i quali si attualizza il funzionamento della lingua congiunto al processo letterario.

Si affronterà, conseguentemente, lo studio della”grammatica del testo” in forma polisemica. Letteratura, scrittura, comunicazione, grammatica logica del testo devono afferire ad un’unitarietà di tecniche metodologico-critiche per riproporre categorie logiche, strutture del discorso, abilità argomentative,  che  compendiano il discorso letterario. La “grammatica del testo, dovrà, invero, in ultima analisi non esaurirsi alla comprensione dei livelli formali, ma dovrà piuttosto indulgere, giusta la definizione dei teorici del campo, a forme di “interiorizzazione linguistica”.

Questo concetto, che appare di non facile realizzazione  nella sua formulazione, può diventare autentico se rivissuto nelle forme, che ho appena accennato, e se riferito agli utenti (alunni, interlocutori, lettori). Ancora una volta, quindi, un’ipotesi critica rimanda ad una strategia didattica.