Elementi di scrittura

RIASSUNTO- PARAFRASI- NUCLEI TEMATICI

Il processo di sintesi è fondamentale nel laboratorio di scrittura perché consente di trattare e pianificare informazioni. Possiamo riferirci al riassunto di un brano di prosa e/o di un racconto o romanzo, alla comprensione di una lirica (parafrasi), all’enunciazione dei nuclei tematici di un testo di storia, filosofia e/o di critica.

Nella sintesi devono essere presenti gli aspetti e le caratteristiche fondanti attraverso i quali si snoda il discorso da produrre in forma scritta. Nell’esposizione si deve tenere conto della rilevanza delle informazioni acquisite e della loro successione in ordine logico-compositivo. Alla coerenza logica deve corrispondere la linearità espressiva e l’organizzazione d’idee e concetti in una sintassi corretta. Facendo ricorso altresì ad un appropriato uso dei connettivi la forma espressiva deve essere, oltre che corretta, semplice ed immediata.

TESTO ARGOMENTATIVO

Il testo argomentativo è per sua natura complesso in quanto comprende il concetto di problematizzazione. Il testo argomentativo, infatti, mira a dimostrare una tesi e deve essere sostenuto da validità di prove (materiale letterari, storici, critici di diversa tipologia etc……), riferibili all’oggetto della trattazione e selezionate con discernimento critico. L’uso di detti materiali, che diventano competenze conoscitive di chi scrive, devono essere riproposti nel tessuto espositivo con coerenza logica e con pertinenza di strumenti linguistici.

Nel testo argomentativo, infine, possiamo decifrare alcuni elementi fondamentali ed irrinunciabili: il punto di vista (focus), la tesi, gli argomenti, la contrargomentazione, la conclusione (coda), che deve rifarsi al punto di vista (focus), capo del corpus di scrittura.

È opportuno, prima della stesura definitiva, formalizzare una ragionata scaletta da seguire oculatamente nel processo scrittorio.

ARTICOLO

La parola articolo deriva dal latino articulum (nodo, giuntura, articolazione). Nel linguaggio giornalistico la parola assume il significato di parte di un giornale o di una rivista dedicata ad un argomento specifico. Possiamo distinguere tanti tipi di articoli: l’articolo di giornale (detto talvolta anche pezzo in quanto facente parte di un insieme complesso), l’articolo centrale, posto in prima pagina, ma che può continuare all’interno e che contiene il fatto del giorno e che viene altresì denominato articolo di fondo evidenziato in epigrafe dal titolo, dall’occhiello e dal sottotitolo. L’articolo, che assume il secondo posto per rilevanza informativa, si chiama articolo di spalla ed in genere viene collocato a destra. Gli articoli di cronaca possono avere varia tipologia (politica, giudiziaria, economica, sportiva).

In ogni manuale giornalistico per la scrittura di un articolo si rimanda alla legge delle cinque W (who, what, when, where, why) che in inglese traducono le cinque domande. chi, che cosa, quando, dove, perché?

Questa norma si segue in genere pedissequamente quando si tratta di stendere un trafiletto di poche righe, mentre per un articolo di carattere argomentativo l’estensore può servirsi di forme più complesse di scrittura. Qualunque sia la tipologia dell’articolo, tuttavia, si raccomanda l’essenzialità nell’uso dei mezzi linguistici congiuntamente ad una linearità sintattica.

È più congeniale, infatti, all’articolo la paratassi al posto dell’ipotassi. I periodi brevi, come pure la chiarezza del linguaggio, rendono più agevole ed invitante la lettura.

Preminente preoccupazione, invero, dell’autore di un articolo dovrà essere rivolta allo specifico pubblico, cui il testo scritto è demandato.

Ne consegue che i connotatori di un articolo di quotidiano si differenziano dalle peculiarità di quello inserito in una rivista specializzata indirizzata a soggetti lettori evoluti nelle competenze e nella decodificazione testuale.

Il saggio breve

Cercando nel dizionario Devoti-Oli la parola “saggio” troviamo questa definizione: Esposizione scritta che intende proporsi come il frutto dello studio e dell’approfondimento personale di un tema delimitato di carattere storico, biografico o critico con uno sviluppo massimo che può giungere sino alla monografia.

La puntuale definizione degli autori del noto vocabolario è rivolta nella fattispecie al saggio inteso in senso classico e che ha costituito le risultanze di ampie indagini critiche sviluppati da studiosi nello specifico delle loro aeree di competenze.

Fatta salva quest’accezione oggi dobbiamo considerare che anche nell’ambito scolastico ed in quello giornalistico si dà sempre maggiore spazio al concetto di saggio breve. Opportunamente annota Tullio De Mauro: Osserviamo che il significato di saggio (quello riportato dai vocabolari) è distinto da quello di saggio come prova per l’accertamento della qualità e della proprietà di qualcosa e anche assaggio, prova dimostrativa (dare saggio di sé e simili).

Lo studioso precisa, inoltre, che oggi per saggio ci riferiamo piuttosto all’etimo tardo-latino exagium “ peso”da collegare al verbo exigere “ pesare, esaminare”

In effetti, seguendo l’intepetrazione di De Mauro, possiamo affermare che il saggio, cui oggi è stato aggiunto l’aggettivo breve, nell’ottica didattica ed in quella di tipo giornalistica è un assaggio di un lavoro di dimensioni più ampie strumentale per valutare le abilità di discernimento di chi scrive su un argomento attraverso l’esame dei materiali, che ha a disposizione ovvero tramite la dimostrazione di una tesi personale, esposta con coerenza argomentativa.

Invero oggi, nella strategia di un’educazione alla scrittura, si privilegia nell’ambito dell’istruzione secondaria e persino nelle università la trattazione del saggio breve, che con riguardo alla vita accademica è per lo studente prepositiva alla stesura della tesi conclusiva di laurea.

Consideriamo, pertanto, il saggio breve prodromico a forme d’indagine più evolute e conseguentemente instrumentum irrunciabile per i processi scrittori, ma anche in questo caso non ne abbiamo definito compiutamente il concetto, in quanto al tempo odierno con saggio breve intendiamo anche qualcosa che, slegato dai vincoli accademici, si lega ai costumi, ai modi di vivere, agli aspetti valoriali della nostra società e all’esistenzialità dell’uomo contemporaneo.

L’autore in tal caso fa uso di una scrittura creativa, non vincolata da schematismi particolari, ed in genere alloca il suo scritto nelle colonne di un giornale d’alto livello. Lo testimonia Pier Paolo Pasolini, autore di appassionati saggi sul costume degli Italiani nel Corriere della Sera.

Tuttora il suo esempio è seguito dalle più illustri firme del giornalismo italiano ed europeo.

Nella storia europea il primo a trattare con sottile spirito critico, ma scevro da ogni accadessimo, temi filosofici, morali, della cultura del suo tempo è stato Michel de Montaigne, autore di una sua opera Essais (Saggi).

Pregresso quanti innanzi e, nel rispetto che ogni tipologia di saggio breve comporta nella sua fase ideativa ed in quella strutturale-compositiva, per esigenze didattiche puntualizziamo alcuni aspetti nodali del saggio breve e le sue fondamentali peculiarità.

La prima domanda che deve porsi l’estensore di un saggio breve è:

  • Dove e perché si scrive il saggio breve (rapporto mittente- destinatario)
  • Si tratta di una rivista specializzata?
  • Di un giornale a larga diffusione nazionale?
  • Di un giornale di provincia a diffusione locale?
  • Di una consegna proposta in sede di esame di maturità?
  • Di una consegna proposta nell’ambito di un’attività accademica e/o nel Laboratorio di scrittura italiana?

In tutti questi casi gli elementi costitutivi del saggio breve devono essere:

  • Puntualizzazione dell’argomento
  • Forma /modalità comunicativa (riferibile alla tipologia del saggio)
  • Spazio disponibile (assolutamente necessario per i giornali ovvero se indicato nella consegna del saggio sottoposto all’estensore del medesimo)
  • Tempo disponibile (viene indicato nella consegna)
  • Documentazione disponibile (nel campo giornalistico può essere sostituito da elementi pragmatici (derivanti dalla lettura dei fatti ovvero dall’argomentazioni talora correlate da controargomentazioni dell’autore.)

Ci pare opportuno adesso soffermarci sulla stesura del saggio breve, oggi in uso nelle scuole secondarie, ritenuto di grande rilevanza negli esami di maturità e riproposto nell’ambito accademico ed in particolare nel Laboratorio di scrittura italiana.

Precipua importanza si attribuisce ai fini della stesura del saggio breve alla selezione del materiale a disposizione. Nel caso occorrente allo studente maturando il materiale viene fornito al momento della consegna, in quello riguardante lo studente universitario ci si riferisce ad un percorso di studi e di approfondimenti svolti nell’ambito del corso seguito.

In entrambi i casi è assolutamente necessario cogliere con discernimento critico il fulcro tematico ed i nuclei ideativi-concettuali funzionali alla tesi da dimostrare.

Per una sintassi compositiva organica nasce l’esigenza della scaletta, che aiuta a decidere quali siano le informazioni indispensabili, quali quelle secondarie e/o controargomentative.

La scaletta, inoltre, è funzionale all’ordine logico-cronologico, che deve informare il testo in forma coesa, dall’introduzione alla conclusione.

Il testo, infatti, deve comprendere:

·Introduzione (esposizione del problema di cui trattasi)

·La sua storia (il suo significato, il focus problematico)

·Dove ? Quando? ( Rapporto Tempo- Spazio in senso storico)

·Come? ( le modalità e le strategie critiche adottate per la dimostrazione della tesi proposta)

·Esemplificazione (exempla dedotti da materiali critici o da loci testuali pertinenti)

·Introduzione di un giudizio personale.

·Ricorso ai materiali già utilizzati a sostegno della propria tesi precorrenti la conclusione

·Conclusione -deve rifarsi all’introduzione con riguardo a:

·Alla collazione nel tempo storico (id temporis)

·Alla dimensione storica metatemporale (messaggio) hic et nunc.

I registri linguistici, che si consigliano sempre chiari e lineari, devono essere correlati alla res argomentativa, che, qualora lo richieda, deve avvalersi di codici e sottocodici linguistici specifici

Il testo alla fine dovrà presentarsi

·Coerente con la traccia

·Coeso al suo interno e logicamente ordinato

·Completo dal punto di vista dell’argomentazione

·Formalmente corretto

·Adeguato dal punto di vista lessicale all’argomento trattato.

La trattazione di un saggio breve, anche deve rispettare in linea di massima le norme suesposte, può avere nel suo sviluppo, anche per la variegata tipologia dell’argomento, una sua flessibilità e pluralità di modi espressivo-compositivi. Si parla, pertanto, di uno schema, cosiddetto flessibile, che si affianca allo schema rigido praticato in particolar modo nel mondo giornalistico. Ed è appunto, per chi voglia affacciarsi a questa dimensione comunicazionale, che riteniamo producente sottoppore tale tipologia, che si esplica nei termini che ci apprestiamo a chiarire e che ci conducono a questa intitolazione: il saggio breve in cinque capoversi.

Al fine di illustrare questo principio chiariamo che il saggio breve in cinque capoversi è un testo informativo/argomentativo a struttura rigida che può essere impiegato quale modello per testi più complessi. Nella sua forma tipica è costituito da cinque segmenti (capoversi) unitari dal punto linguistico,contenutistico, collegati tra loro da frasi-transizione e raccolti in tre sezioni: introduzione, corpo del testo e conclusione. Mentre l’introduzione e la conclusione sono costituite da un capoverso ciascuna, il corpo del testo ne raccoglie tre.

L’introduzione ha il compito fondamentale di presentare l’argomento, oggetto di trattazione, di chiarire quale sia il fine comunicativo dello scrivente e di anticipare la struttura del testo; i tre capoversi del corpo hanno il compito di sviluppare l’argomento in maniera conforme a quanto anticipato nell’introduzione , mentre la conclusione risponde al fine di riepilogare le conclusioni svolte nel corpo del testo.

Lo schema è il seguente:

  • Introduzione (1 solo capoverso)
  • Corpo del testo (3 capoversi)
  • Conclusione (1 capoverso)

L’introduzione

L’introduzione risponde a più scopi, tra i quali quelli fondamentali sono:

·quello di introdurre il lettore nel testo, stimolandone l’attenzione

·quello di indicare l’argomento di cui si parla

·quello di chiarire, nel caso di un testo argomentativo, quale sia l’opinione sostenuta

·quello di fornire un’essenzialissima esposizione del testo (blueprint)

·quello di introdurre i paragrafi successivi magari con una frase di transizione.

Il capoverso introduttivo si articola pertanto secondo questo schema.

Introduzione, tesa ad interessare il lettore

Presentazione dell’argomento

Presentazione del fine comunicativo

Esposizione della tesi

Presentazione schematica della struttura del testo

Aggancio ai paragrafi successivi.

Il corpo del testo

Il corpo del testo si articola, come abbiamo detto, in tre capoversi. Ogni capoverso, che costituisce l’unità informativo-testuale di base nel saggio breve, ha di norma la

medesima struttura :

Una frase-chiave (topic sentence) che costituisce il nucleo informativo-argomentativo del testo e che spesso ne anticipa il messaggio (primo capoverso)

Più frasi in cui si forniscono al lettore informazioni, argomentazioni, controargomentazioni, a supporto della tesi enunciata. Ci troviamo al momento in cui la res argomentativa si sviluppa e prende forma e peso il textus. Di conseguenza per un processo scrittorio esauriente occorre strutturare in forma coesa due capoversi. In effetti abbiamo dato vita al corpo del testo e dobbiamo volgerci alla conclusione. E’ opportuno,allora, che alla fine del terzo capoverso si enunci una frase di transizione che conduce con coerenza logica alla conclusione.

La conclusione

In un testo informativo/argomentativo la conclusione include in genere.

Una ripresa dell’enunciato, con il quale si presentava l’oggetto del discorso

Una ripresa delle informazioni, argomentazioni, controargomentazioni, prove dedotte da materiali di studio e/o da fonti pragmatiche.

Un segmento conclusivo, che indichi il termine del discorso e che deve collegarsi all’introduzione del testo.

La recensione

Cercando la parola recensione nel Dizionario Devoto-Oli leggiamo: 1.Articolo di giornale o di rivista, inteso a illustrare e a giudicare criticamente uno scritto o uno spettacolo, una mostra, un concerto recente e di attualità. 2. In filologia la restituzione di un testo alla lezione, che si presume esatta attraverso la tradizione scritta .

Le sue accezioni sono completamente diverse, ma per proseguire il nostro discorso all’interno del Laboratorio di scrittura italiana dobbiamo prendere in considerazione soltanto il primo significato del termine.

La parola recensione deriva dal latino recensio-recensionis, dal verbo recensere “esaminare”.

La recensione ha tipologia analoga a quella dell’articolo e serve ad illustrare e criticare un testo e/o un evento.

L’estensore di una recensione, nel momento di produrla, deve tener presenti queste componenti

a)dove e per chi si scrive la recensione

b)il soggetto da recensire (il focus del testo)

c)quali sono le caratteristiche interne, testuali, dell’argomento da recensire

d)in quale contenitore editoriale (quotidiano, riviste, tv) deve essere inserita la recensione

e)a quale pubblico si rivolge.

Le strategie di scrittura della recensione assumono tre diversificate denominazioni:

1.testo descrittivo

2.testo espositivo

3.testo argomentativo

Nel testo descrittivo vengono rappresentate le caratteristiche esterne di un romanzo, di un film e/o di un prodotto / evento senza proporre un giudizio personale o interpretativo.

Nel testo espositivo l’autore indulge a trattare le caratteristiche interne dell’opera (ad esempio, nel caso di un romanzo puntualizzerà i tratti salienti della trama, nel caso di un film le sequenze più significative, i fondamentali aspetti scenografici, la rappresentatività delle azioni nelle rappresentazioni teatrali e così via).

La stesura di un testo argomentativo,invece, oltre ad una precisa esposizione di dati/ eventi relati al testo e/o evento deve comprendere un giudizio critico coerente alle sequenze espositive.

È d’uopo precisare che in ogni caso all’inizio di ogni recensione bisogna includere i dati materiali, che consentono l’identificazione del testo e/o dell’evento con estrema precisione. ( per es. nel caso di un libro si deve indicare. autore, titolo, editore, anno di pubblicazione, prezzo).

Per quanto attiene alla parte espositiva occorre che l’autore curi l’aspetto riassuntivo dell’argomento trattato colle stesse modalità indicate ed infra contestualizzate nel paragrafo : Riassunto-Parafrasi- Nuclei Tematici.

Se l’autore, infine, intende dare alla recensione anche un contenuto critico, con connotazione argomentativa, bisogna perseguire le stesse norme intrinseche al testo argomentativo ed al saggio breve, intercalando nelle singole unità narrative valutazioni ermeneutiche, che preparano il giudizio finale e che, come nel caso delle altre tipologie testuali, deve essere strutturato in forma coesa negli itinerari discorsivi dall’inizio alla conclusione.