Salvatore COICO- Didattica dell’Italiano nelle scuole di istruzione seconaria- Programmazione-S.I.S.S.I.S- Università degli Studi di Palermo- Facoltà di Lettere e Filosofia- anno acc.2005-2006

DIDATTICA DELL’ITALIANO   NEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE SECONDARIA

 La lettura del testo oggi nella cultura contemporanea e nell’azione didattica assume un ruolo di primaria rilevanza, non soltanto nell’ambito dell’educazione letteraria, ma in quello più ampio di un’educazione permanente.

Il docente,infatti,in sintonia con gli strumenti della critica contemporanea,che accenneremo innanzi, dovrà proporre agli alunni delle scuole secondarie di istruzione secondaria un insegnamento che dovrà trovare la sua efficacia didattica in un “laboratorio” da sviluppare in complementarietà e simultaneità con i soggetti educandi. La logica stessa, infatti, delle discipline umanistiche implica la compresenza di valori etico-estetici, che devono rinvenirsi non soltanto nella sfera apprenditivo-cognitiva dei discenti, ma anche in quella metacognitiva ai fini dell’educazione permanente dell’individuo e della sua formazione integrale.

 “In primis” il docente dovà avviare un discorso con i discenti per conoscere i loro itinerari culturali, le loro motivazioni ed attese. Si darà inizio così ad uno “spazio parlante” e la forma dialogica indurrà il docente stesso ad interagire con gli alunni, che diventeranno,in tal modo, soggetti dei complessi processi didattico-formativi.

.Questo primo momento, che reputo ineludibile per l’armonico svolgimento degli obiettivi cognitivi coniugati a quelli trasversali, diventerà allora anche propedeutico per la realizzazione di situazioni didattiche che gli alunni dovranno affrontare. Nasce, indi, l’esigenza di creare come premessa dell’azione didattica un “exemplum” dello studio letterario come esperienza di vita vissuta e di possibili autonome interpretazioni.

Premesso quanto innanzi, attraverso un’attenta analisi dei testi (la centralità del testo dovrà essere sempre il fondamento di ogni indagine letteraria), seguendo i criteri della critica moderna e la lezione di Husserl,, che invita a leggere l’opera letteraria “nella sua unità sistematica ,ma non dogmatica, il docente educherà i discenti al concetto di polisemia culturale, alla configurazione delle categorie spazio-interno/esterno—tempo-interno /esterno alla decodificazione del testo letterario sul piano denotativo e su quello connotativo.

Le analisi testuali per una maggiore efficacia interpretativa e, per esigenze anche di  comprendere il mondo letterario in  forma polivalente,  dovranno essere trasferite al livello intertestuale e metatestuale con l’apporto di altre discipline (filosofia,storia,storia dell’arte) nella dimensione sincronica e su quella diacronica.

Lo studio della letteratura, in fondo, deve educarci al motto cicerioniano”ad unum convertere studium”. Il che sembra emblematizzare la necessaria coincidenza fra filologia e filosofia, tra ragioni proprie del letterato e del suo lettore, tra lingua scritta e suo significato logico-argomentativo e/o evocativo e/o antropologico-sociale.

 Tutte queste componenti, che ho accennato sommariamente ripropongono molteplici forme di indagini critiche sul campo epistemologico e su quello meramente linguistico. Sarà cura dell’insegnante offrire agli alunni gli strumenti necessari utilizzabili per la comprensione del testo nella sua autenticità ed interezza.

In primo luogo occorre proporre il problema della lingua, come”sistema comunicativo” ed analizzare l’atto linguistico all’interno del processo letterario in una prospettiva storico-comparata, come peraltro viene suggerito dalla recente critica al riguardo e dalle indicazioni ministeriali concernenti l’insegnamento delle Letterature Italiane negli Istituti secondari di   primo e secondo grado.

Ma il discorso, fin ora esposto, potrebbe apparire arido se alle competenze senz’altro necessarie ed irrinunciabili ed al sicuro dominio degli strumenti critico-filologici non corrispondesse una motivazione personale, oserei dire un coinvolgimento esistenziale nell’interpretazione dei testi, nell’autonoma capacità di leggerli, contestualizzarli, però, sempre attraverso corretti paradigmi metodologici e con l’osservanza agli aspetti formali, strutturali, linguistici. Tale organigramma propedeutico avrebbe, pertanto, come obiettivo non solo lo sviluppo delle competenze nella sfera cognitiva, ma soprattutto sarebbe finalizzato alla logica stessa dell’insegnamento della letteratura italiana e al suo profondo significato traducibile nella crescita globale personale.

 Il che, in ultima analisi, dovrebbe commutarsi in momento paradigmatico, da essere rivissuto dagli  alunni nella loro futura esperienza di vita

. Che forse l’insegnamento tramandato da Carlo Bo “identità letteratura-vita” non è da intendere sempre come normante di ogni processo cognitivo-apprenditivo dello studio della Letteratura Italiana?

Che l’analisi del testo ci riconduce anche alla sfera della psicologia cognitiva e quindi all’interiorizzazione di chi si appresta allo studio letterario è fatto conclamato dalla critica recente e pertanto lo studio letterario, sempre più intrinseco alla vita di ognuno di noi, deve essere  rivisitato in forma personale.

. A tal fine si indicheranno forme di strategie didattiche di tipo euristico, che hanno una valenza preponderante e formativa nella formazione degli studenti, che impareranno soprattutto a “saper essere”.

Per quanto riguarda i fondamentali aspetti tecnico-formali, congiuntamente agli aspetti della psicolinguistica, non si devono preterire nell’analisi del testo le relazioni logico-semantiche all’interno del testo stesso, la loro coerenza e coesione

. Obiettivo finale dell’interpretazione del testo, da riproporre in chiave didattica, è l’analisi formale e la contestualizzazione

.La riflessione linguistica, come quella letteraria dovrà partire dai testi, attraverso i quali si attualizza il funzionamento della lingua congiunto al processo letterario Si affronterà, conseguentemente, lo studio della”grammatica del testo” in forma sincronica.

Letteratura, scrittura, comunicazione, grammatica logica del testo devono afferire ad una unitarietà di tecniche metodologico-critiche per riproporre categorie logiche, strutture del discorso, abilità argomentative, che sono proprie dell’uomo e che solo la letteratura comprende compiutamente

. E’ chiaro che a tal punto gli studiosi parlano di “interiorizzazione linguistica.

 Questo concetto, che appare astratto nella sua formulazione, può diventare autentico se rivissuto nelle forme, che ho appena accennato e se riferito agli utenti (alunni, interlocutori, lettori). Ancora una volta, quindi, un’ipotesi critica rimanda ad una strategia didattica. Sul piano didattico, inoltre, il problema della lingua diventa trasversale (altro fondamentale obiettivo didattico) e supporta un metalinguaggio d’uso nel discorso formale. Essendo, inoltre, il linguaggio in rapporto con il pensiero, diventa componente fondamentale per un percorso interdisciplinare, pluricomprensivo. Variabile in registri, sottocodici, in diversità geografiche, diatopiche.

.Pregressa questa enunciazione generale e che potrebbe sembrare proposta in astratto, ,mi permetto di indicare alcune linee programmatiche in modo più specifico:    

  1. Educazione alla letteratura.
  2.   educazione del giovane all’apprendimento della libertà  individuale attraverso lo studio della letteratura.
  3.  necessità di non sottoporre il giovane all’autoritarismo didattico
  4. .processi culturali.
  5.  strategie didattiche finalizzate alla lettura di un testo letterario:

OPERAZIONE DI COMPRENSIONE – COMUNICAZIONE –INTERPRETAZIONE.

Secondo Alter i processi della lettura consistono nel godimento di una complicità tra autore e lettore.

Si individuano tre soggetti: AUTORE- TESTO- LETTORE.

 “In primis” non si può prescindere dal senso letterale che deve essere correlato in rapporto alla coerenza testuale.-

Bisogna difendere il testo da fini estranei di tipo ideologico od altro. Alla domanda di Focault “qu’est ce quel’auteur?” o alle affermazioni di Eliot, che nell’economia della lettura, analizza i momenti differenti: la trama per i più semplici, il personaggio per i lettori più riflessivi, che ne intuiscono il conflitto ed infine”le parole e la costruzione delle parole”per i più inclini alla lettura,” possiamo concludere con le parole di U.Eco in “Lector in fabula”, che definisce il testo”, una macchina pigra che lascia al lettore una parte del suo lavoro. Sarà, infatti,  precipuo compito del docente fare muovere questa       “macchina pigra” in percorsi prodromici a quelli didattici.

AVANTESTO E MONDI POSSIBILI

Secondo Iser il testo rappresenta un effetto potenziale che viene realizzato nel processo di lettura.

La teoria della comunicazione può essere costruita su due poli complementari;:da una parte il testo ed il lettore, dall’altra l’orizzonte di attesa, che stigmatizza la complicità tra autore e lettore e vede la lettura come generatrice di piacere e curiosità

. Il discorso, pertanto, fondamentale dell’insegnamento della letteratura italiana deve rapportarsi al concetto di testualità. Come si può leggere e commentare un testo ed in particolare, urgendo sempre più nello studio della letteratura italiana una peculiare attenzione al presente, un testo del 900? Seguendo la lezione del Lotman ,che invita alla comprensione plurivoca del testo in rapporto ai registri linguistico-formali ,all’intertestualità culturale, alla sua coerenza strutturale e alla legge costruttiva del testo stesso, che ne determina la sua unicità ed individualità:, si affronterà l’analisi testuale accogliendo, altresì la tesi dello Sterne, che indulge anche a motivazioni didattiche insistendo sul coinvolgimento dell’immaginazione del lettore. Da qui la funzione sociale della scuola, che deve svegliare nei giovani attività produttiva ed efficace. A questo principio si infomerà, in larga misura, lo sviluppo tematico del corso.

 LIVELLI  DEL  TESTO

Fabula (ordo naturalis) intreccio (ordo arificialis). L’insieme dei livelli concorre al problema della realizzazione artistica. I livelli morfosintattici-stilistico-fonico-timbrici sono la semantizzazione del contenuto e danno al lettore la possibilità di comprendere anche il respiro lirico e/o ideologico dell’opera.Il rapporto tra i vari livelli formali è la legge del testo. A questo punto, però, è necessario porre l’attenzione ad un uso non discriminato del testo. Il corso, infatti, fondato sulla “centralità del testo, curerà tutti i livelli di interpretazione sul piano denotativo e su quello connotativo.

LIMITI DELL’INTERPRETAZIONE

La critica semiotica predilige il problema di complicità tra autore e lettore che appare più redditizio per il concetto di centralità del lettore. Nella scuola è necessario avviare una spirale infinita di interpretazioni. Nel corso, pertanto, si procederà ad interpretazioni critiche diversificate purchè corrette e coerenti sul piano filologico-testuale.

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TRE OPERAZIONI FONDAMENTALI

1.Operazione dell’autore

2.Operazione del testo

3.Operazione del lettore.

In quest’ottica si deve anche tenere presente il fenomeno del mutamento nella dimensione storica e nella sua connotazione antropologica (a livello esemplificativo la parabola dell’iceberg di Slovkj).

Si sente la necessità di rivisitare alcune opere, di effettuarne la rilettura (si ricordino le opere di Pirandello,Levi,Gadda,Fenoglio ed altri) nel contesto socio-culturale filtrato attraverso la sensibilità dell’autore.

IL PROBLEMA DELLA LINGUA

LINGUA LETTERARIA-RAPPORTO TRA LINGUA E DIALETTO.

In Italia coesiste una varietà linguistica;:ne deriva che il romanzo è plurivoco, pluridiscorsivo. .Attraverso i testi, seguendo’gli insegnamenti degli studiosi più accreditati, si dovrà scoprire la ricchezza e la varietà della lingua italiana, rispetto al linguaggio standardizzato dai mass-media, e questa lezione dovrà essere trasmessa sul piano didattico.

PRINCIPALI MODI  DI  FARE  CRITICA

Metodo storico (Dionisitti: “Geografia e storia della letteratura italiana”) – Exemplum: Il partigiano Jonny,che si connota con un’ideologia partigiana,ha una componente stilistica afferente all’ideologia e alla rappresentazione storico-critica-sociologica secondo il giudizio di Bacthin.

Per quanto riguarda la critica stilistica ci appare illuminante il pensiero di Barberi Squarotti all’interno del saggio su Auebarch:”l’autentica critica stilistica consiste nel prendere coscienza attraverso le strutture fondamentali dello stile della posizione interpretativa della realtà assunta dallo scrittore e riferibile, per esatto prolungamento storico, entro la stessa struttura.

Nel campo didattico questo presupposto teorico è da collegare agli elementi fondanti dell’educazione linguistica e dello studio della letteratura in generale.

(Salvatore  Coico)